La buona riuscita delle diverse attività in un’azienda non dipende solo dalle capacità dei lavoratori e dal loro atteggiamento verso le mansioni preposte. Infatti, entrano in gioco anche condizioni esterne, come ad esempio la temperatura. Proprio per questo motivo il microclima negli ambienti di lavoro non andrebbe mai trascurato.
Come influisce sulla produttività e cosa dice la normativa in merito? Nelle prossime righe proveremo a rispondere a tutti questi quesiti soffermandoci sui fattori che contribuiscono al benessere termico nei luoghi di lavoro.
Che cos’è il microclima negli ambienti di lavoro?
Con il termine microclima negli ambienti di lavoro si intende l’insieme dei parametri ambientali e individuali che influenzano lo scambio termico tra l’organismo umano e l’ambiente circostante. Da tutto ciò dipende il livello di benessere termico dei lavoratori, ovvero quella percezione di caldo o freddo che influisce sulla loro sensazione di comfort, così come sulle loro capacità di svolgere le attività lavorative quotidiane.
Il microclima riguarda quindi il modo in cui un ambiente viene vissuto da chi vi opera per molte ore al giorno. Anche se il termine porta a pensare che esso sia determinato solamente della temperatura, in realtà esistono una serie di fattori combinati in grado di favorire un equilibrio termico oppure generare un meno piacevole stress termico.
Quali fattori sono responsabili del benessere termico?
A questo punto non ci resta che osservare da vicino i fattori che permetto di mantenere un corretto microclima negli ambienti di lavoro. Quali sono i principali?
Temperatura dell’aria
La temperatura dell’aria è ovviamente il primo parametro che salta alla mente pensando al microclima nei luoghi di lavoro. Un numero di gradi eccessivo può generare una sensazione di affaticamento, ridurre la capacità di concentrazione e appesantire il normale svolgimento delle attività quotidiane. Al contrario, una temperatura troppo bassa può comportare rigidità e difficoltà operative, soprattutto nei contesti in cui il lavoratore è esposto a freddo costante o prolungato.
Il dato termico va però sempre letto in relazione al tipo di attività svolta. Un ambiente che può risultare accettabile per un lavoro sedentario potrebbe non esserlo per una mansione dinamica o fisicamente intensa.
Temperatura media radiante
La temperatura media radiante è l’influenza termica esercitata dalle superfici presenti nell’ambiente, come pareti, soffitti, pavimenti, macchinari o sorgenti di calore e di freddo. La percezione del comfort termico non dipende solo dall’aria che circonda il lavoratore, ma anche dal calore o dal freddo irradiato dagli elementi vicini.
In presenza di superfici molto calde, il corpo può assorbire una quantità di calore significativa anche se la temperatura dell’aria non risulta eccessivamente alta. Allo stesso modo, superfici molto fredde possono accentuare il disagio anche in ambienti apparentemente gestibili. La temperatura radiante contribuisce quindi a modificare in modo sostanziale la sensazione termica complessiva.
Velocità dell’aria
Anche la velocità dell’aria, cioè il movimento dell’aria nell’ambiente, influenza direttamente il microclima nei luoghi di lavoro. Una corretta ventilazione può contribuire a migliorare la vivibilità degli spazi, mentre correnti d’aria troppo intense o mal distribuite possono aumentare la sensazione di fastidio e disagio.
Un ambiente ben ventilato non coincide automaticamente con un ambiente confortevole: ciò che conta è l’equilibrio tra il ricambio dell’aria e la reale compatibilità delle condizioni percepite con l’attività svolta.
Umidità relativa
L’umidità relativa è un altro elemento, a dir poco essenziale, nella definizione del microclima negli ambienti di lavoro. Questo parametro incide sul modo in cui il corpo percepisce la temperatura e reagisce alle condizioni ambientali.
Quando l’umidità è elevata, il caldo può risultare più pesante e meno tollerabile. In un contesto del genere il lavoratore può percepire l’aria come opprimente. Allo stesso modo un alto livello di umidità in un ambiente con basse temperature può aumentare la percezione del freddo da parte dei lavoratori.
Insomma, l’umidità modifica profondamente la percezione termica e la sua regolazione è importantissima per assicurare ambienti di lavoro salubri.
Perché è importante il microclima negli ambienti di lavoro?
Come abbiamo già avuto modo di notare, il microclima agisce direttamente sulla qualità dell’ambiente di lavoro. In un contesto con condizioni ambientali favorevoli i lavoratori possono godere di una riduzione della sensazione di affaticamento e maggiori livelli di concentrazione e lucidità.
Tutto ciò ovviamente incide anche sui livelli di produttività: si lavora con maggiore continuità e si limitano i fermi prettamente legati al disagio causato dai fattori climatici citati nel paragrafo precedente. Al contrario, in un ambiente malsano si possono verificare delle ricadute non solo individuali, ma anche organizzative. Infatti, possono aumentare vertiginosamente i casi di assenteismo, così come i rallentamenti nella produzione.
La presenza di un buon microclima negli ambienti di lavoro incide anche sulla salute dei lavoratori stessi. Infatti, una esposizione prolungata a condizioni ambientali non idonee può provocare disidratazioni, colpi di calore, cali di pressione e così via. Inoltre, è doveroso aprire anche un discorso correlato alla sicurezza. Un ambiente termicamente inadeguato è responsabile di livelli di concentrazione più bassi che si possono tradurre in infortuni.
Cosa dice la normativa?
Il microclima nei luoghi di lavoro è contemplato anche nel Decreto Legislativo 81/2008, ovvero il Testo Unico sulla sicurezza dei lavoratori. Viene annoverato come potenziale rischio fisico e di conseguenza, prevede una valutazione specifica da parte del datore di lavoro.
Quest’ultimo deve segnalare all’interno del Documento di Valutazione Rischi (DVR) tutte le possibili criticità tenendo conto della:
- natura del rischio;
- del livello di esposizione e della sua durata;
- delle condizioni ambientali e individuali dei lavoratori.
Nei luoghi di lavoro devono essere garantite condizioni microclimatiche compatibili con la salute. I requisiti generali richiamano la necessità di assicurare temperatura adeguata in relazione all’attività svolta, controllo dell’umidità e della ventilazione. Allo stesso modo, bisogna garantire l’assenza di sbalzi termici che possano compromettere il benessere psicofisico del personale.
Come sono classificati gli ambienti di lavoro?
Per stilare il Documento di Valutazione Rischi è importante seguire anche la classificazione degli ambienti di lavoro effettuata in base al livello di criticità delle condizioni termiche.
Ambienti moderati e severi
In linea generale, si parla di ambienti moderati quando le condizioni consentono di mantenere una situazione vicina al comfort termico, e di ambienti severi quando caldo o freddo possono rappresentare un fattore di rischio per la salute e la sicurezza dei lavoratori.
Gli ambienti moderati sono quelli in cui il corpo riesce normalmente a mantenere il proprio equilibrio termico senza particolari difficoltà. Rientrano in questa categoria, ad esempio, uffici, laboratori e locali climatizzati.
Gli ambienti severi, invece, sono quelli in cui si riscontra un’eccessiva esposizione al freddo o al caldo. Tra gli esempi più ricorrenti troviamo le celle frigorifere da un lato e le fonderie dall’altro.
Ambiente termicamente moderabili e vincolati
Un’ulteriore distinzione riguarda la possibilità di intervenire sulle condizioni ambientali. Esistono infatti ambienti termicamente moderabili, nei quali il microclima può essere migliorato con sistemi di ventilazione, climatizzazione o altri impianti tecnici. Tra questi spazi includiamo uffici e laboratori, ma anche capannoni e stabilimenti industriali.
Sono presenti invece anche ambienti termicamente vincolati, nei quali le condizioni termiche dipendono dalla funzione stessa dello spazio e non possono essere modificate in modo sostanziale. In questo caso, ancora una volta l’esempio più lampante è quello delle celle frigorifere, dove la bassa temperatura risulta una caratteristica indispensabile per il luogo di lavoro.
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