Perché d’estate raffrescare una tensostruttura è più difficile di quanto si pensi
D’estate, una tensostruttura di una fiera o di un evento non è semplicemente un ambiente caldo. È un ambiente che accumula calore per diverse ragioni e che, una volta raggiunte temperature poco confortevoli per chi si trova al suo interno, diventa sempre più difficile da rinfrescare.
Il primo fattore che fa aumentare la temperatura in una tensostruttura è l’irraggiamento solare sulle coperture. Le strutture metalliche tipiche delle tensostrutture, infatti, assorbono calore durante tutta la giornata e lo cedono progressivamente agli spazi interni. In estate questo significa che anche nelle ore in cui la temperatura esterna scende leggermente, l’ambiente interno continua a scaldarsi. Una copertura metallica esposta al sole di luglio può raggiungere temperature superficiali di 60-70°C, trasformandosi di fatto in un pannello radiante che lavora contro qualsiasi sistema di raffrescamento.
Il secondo fattore che crea disagio termico all’interno di una tensostruttura è il carico termico delle persone. Ogni visitatore presente genera mediamente 80-100W di calore corporeo e quindi, in un evento estivo con 500 persone concentrate su una superficie di 1.000 m², questo si traduce in un carico termico di 40-50 kW che si somma a quello dell’irraggiamento e a quello prodotto da macchinari, luci e impianti vari. Nelle ore di massimo soleggiamento — tipicamente tra le 11 e le 15 — questi fattori si sovrappongono e la temperatura percepita sale rapidamente anche negli spazi ventilati o semi aperti.
Un ulteriore elemento problematico nella gestione termica di una fiera estiva è la totale assenza di impianti fissi nelle tensostrutture che vengono progettate per essere allestite e smontate in pochi giorni: non hanno centrali termiche, non hanno circuiti idronici integrati, non hanno punti di attacco per impianti complessi. Chi vuole organizzare una fiera o un evento in estate senza aver pianificato il raffrescamento delle tensostrutture parte già in clamoroso svantaggio.
La differenza rispetto a una fiera primaverile o autunnale è concreta e misurabile. A marzo lo stesso spazio, con gli stessi visitatori e la stessa configurazione, richiede al massimo una buona ventilazione forzata. A luglio, invece, richiede potenza frigorifera reale, distribuita in modo omogeneo, capace di reggere i picchi pomeridiani senza cedere. Fornire la potenza di raffrescamento necessaria per uno spazio espositivo è una condizione che incide direttamente sul tempo di permanenza dei visitatori, sulla qualità delle interazioni negli stand e sull’immagine complessiva dell’evento.
Per chi vuole approfondire il tema del microclima negli ambienti affollati e le variabili che lo influenzano, l’articolo “Microclima negli ambienti di lavoro, cos’è e perché è importante” offre un quadro tecnico utile anche per gli eventi e i contesti fieristici.
Raffrescamento fiere in estate: perché il rooftop funziona meglio delle alternative
Quando si deve raffrescare uno spazio fieristico in estate, le opzioni disponibili non mancano. Il problema è che la maggior parte di esse funziona bene in condizioni normali, ma cede proprio quando il caldo estivo si fa sentire per davvero.
I condizionatori split e i climatizzatori portatili sono la prima soluzione a cui si pensa, ma in una tensostruttura mostrano subito i propri limiti. Sono progettati per ambienti chiusi di dimensioni contenute, con soffitti bassi e ricambi d’aria controllati. In una tensostruttura da 800 m² con copertura metallica e flussi continui di persone, la loro potenza frigorifera non è sufficiente a reggere i picchi termici pomeridiani. Moltiplicare le unità per compensare crea un problema di gestione elettrica e di rumore che in uno spazio espositivo può essere difficile da accettare.
I ventilatori con nebulizzazione sono efficaci per le aree esterne e per abbassare la temperatura percepita in spazi aperti o semiaperti. Negli ambienti chiusi come le tensostrutture, però, l’evaporazione dell’acqua aumenta l’umidità relativa, rendendo l’aria pesante e il disagio percepito addirittura maggiore. Sono una soluzione complementare, non sostitutiva, in un contesto fieristico estivo al chiuso.
I chiller, abbinati a unità di trattamento aria, garantiscono prestazioni eccellenti e una distribuzione uniforme del raffrescamento. Sono però sistemi articolati, che richiedono circuiti idronici, tubazioni e tempi di installazione più lunghi e non sempre compatibili con le finestre operative di un allestimento fieristico. Come abbiamo spiegato nell’articolo “Il noleggio delle unità di trattamento aria per fiere e grandi spazi”, questa soluzione è ideale solamente per eventi strutturati e pianificati con anticipo su superfici molto estese.
Il rooftop occupa uno spazio preciso in questo panorama: è un sistema completo in un’unica macchina, si installa all’esterno della tensostruttura senza occupare spazio espositivo, eroga potenza frigorifera reale anche su grandi volumi e può essere operativo in poche ore dall’arrivo in cantiere. D’altra parte, non richiede circuiti idronici complessi e si integra con l’allestimento attraverso canalizzazioni leggere già durante la fase di montaggio.
| Soluzione | Adatta a grandi volumi | Installazione rapida | Gestisce i picchi estivi | Non occupa spazio interno |
| Split / portatili | No | Sì | No | No |
| Ventilatori con nebulizzazione | Parzialmente | Sì | No | Sì |
| Chiller + UTA | Sì | No | Sì | Sì |
| Rooftop | Sì | Sì | Sì | Sì |
In una fiera estiva o in un evento, dove i tempi operativi per il montaggio e il montaggio delle strutture sono contingentati, gli spazi sono organizzati in modo complesso e il caldo può essere anche molto intenso, il rooftop è l’unica soluzione che non presenta compromessi critici.
Airtech e il raffrescamento delle fiere estive: metodo, esperienza e flessibilità operativa
Scegliere un partner per il raffrescamento di una fiera estiva non significa semplicemente optare per una tecnologia o una tipologia di impianto. Significa affidarsi a chi installerà quell’impianto, concordare tempi certi, aspettarsi non solo professionalità e competenza, ma anche flessibilità e spirito di adattamento.
L’approccio di Airtech parte da un’analisi accurata dello spazio da raffrescare prima ancora di parlare di tecnologie o macchinari. Superficie, altezza utile, tipologia di copertura, numero di visitatori attesi, presenza di fonti di calore specifiche o di illuminazione scenografica, potenza elettrica disponibile: sono questi i dati che determinano la scelta e il dimensionamento del rooftop in modo assolutamente sartoriale e flessibile. Un tensostruttura da 600 m² con copertura metallica e 300 visitatori al giorno ha esigenze diverse da una da 1.200 m² con molti stand ricchi di macchine che producono calore e illuminazione intensa e la soluzione tecnica che proponiamo deve riflettere senza dubbio questa differenza.
Sul piano operativo, l’installazione viene pianificata in coordinamento con le altre squadre di allestimento, per evitare interferenze e rispettare le finestre temporali spesso molto strette degli eventi fieristici. I rooftop vengono posizionati all’esterno o in copertura, collegati attraverso canalizzazioni leggere che si integrano con l’allestimento senza occupare spazio espositivo. L’obiettivo è che l’impianto sia operativo prima che i visitatori arrivino, non durante.
Questa capacità di lavorare dentro la complessità degli eventi fieristici si è costruita nel tempo, su interventi concreti. Airtech ha gestito il raffrescamento e la climatizzazione di eventi come l’Eurovision Song Contest 2022, il Salone del Libro di Torino, gli ATP Finals e lo stand Ferretti al Salone Nautico 2025, tutti contesti in cui i margini di errore erano ridotti e le aspettative di comfort giustamente elevate.
Per chi organizza fiere o gestisce eventi in estate, il vantaggio concreto del noleggio con Airtech è la flessibilità operativa: si attiva la potenza necessaria per la durata dell’evento, senza investimenti in attrezzatura che resterebbe ferma per dieci mesi l’anno. Una scelta che ha senso tanto per chi organizza un singolo evento stagionale quanto per chi gestisce un calendariofieristicoricorrente e vuole scalare la soluzione in base alle dimensioni di ogni manifestazione.





